ABBECEDARIO
26 illustrazioni per orchestra

 

musica: Girolamo Deraco
testi: Tommaso Sabbatini

esegue:  Orchestra Sinfonica di Sanremo
dirige:  Alessandro Cadario

attore: Stefano Moretti
regia: Nino Cannatà

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Prima con allestimento
28.02.2011
Teatro dell’Opera del Casinò
Sanremo

 

 

 

 

Note al brano
Abbecedario – 26 illustrazioni per orchestra, nasce con l’idea di costruire un brano modulare con differenti livelli di lettura, rivolto ai bambini (e non solo), che possa spiegare, attraverso piccole miniature, le più varie e disparate particolarità della musica (il timbro, il forte e il piano, l’accelerando, etc. etc.).
Seguendo le lettere dell’alfabeto (comprese le “straniere” j, k, w, x, y) ventisei piccoli pezzi compongo un brano di circa 40 minuti, dove, attraverso vari stili musicali (la J è un piccolo pezzo jazz, le lettere D, I, R sono intermezzi – canoni costruiti su di una serie, etc. etc.), si introduce e si spiega la particolarità intrinseca del brano stesso. Starà al direttore dell’orchestra introdurre ogni piccolo pezzo (oppure una voce/attore, oppure un lavoro educativo fatto dalle maestre precedentemente nelle scuole), cosicchè già dal principio (A sta per accordatura, ma A è anche il La per gli anglosassoni) il “maestro” possa “illustrare” molte delle più importanti componenti di cui la musica è composta. Continuando a seguire le lettere dell’alfabeto troveremo che il brano della lettera B – oBoe e tromBa (oboe e tromba sono gli unici due fiati a contenere la B, così varrà successivamente per le lettere C, E, F con gli altri fiati) ha come peculiarità il legato lo staccato mentre alla C (Clarinetto e Corno) il piano e il forte. Alla lettera D c’è il primo intermezzo – canone costruito sulla Diminuizione della serie esposta dal corno. Di seguito alla E (oboE e clarinEtto) le scale ed alle F (Flauto e Fagotto) gli arpeggi. Alla G – Glissando il “buffo” flauto a coulisse farà un assolo accompagnato dall’orchestra d’archi che in “parte” cercherà di imitarlo. La H è contenuta nel nome di J. S. Bach, e B A C H è anche una serie di note che il famoso compositore utilizzò per scrivere i suoi ultimi lavori; cosicchè sul retrogrado di questa serie viene costruito un ostinato dal quale emergono alcuni “richiami” alla musica del grande maestro. Alle I troviamo Inversione (intermezzo – canone a due voci con contrappunto libero), mentre alla J un pezzo Jazz in 5/8 con tanto di improvvisazione da parte del clarinetto solista. K – Klangfarben (timbri) ci riporta in un’atmosfera contemporanea dove i diversi timbri dell’orchestra si alternano in un brano sospeso. La lettera L sta per Legni, ma anche lo xilofono e di “legno” così, una scala cromatica viene accentuata dal Flatterzunge, altra particolarità di questo piccolo brano; le partenze dei legni sono sempre dettate dallo xilofono che segue la serie esposta negli intermezzi. Moto perpetuo (M) è costruito sulla scala esatonale che può rendere questo effetto di semplice riconoscimento uditivo. A seguire due brani N e O in una sorta di preludio e fuga compongono un piccolo dittico. La P contiene uno dei famosi effetti degli archi, il pizzicato, attraverso di esso si può scoprire anche l’effetto dell’accelerando e del decelerando. Alla Q – Quarte e Quinte, il corno introduce il canto gregoriano “Veni Creator Spiritus” al quale rispondono i legni con sovrapposizioni di quattro quarte; di seguito gli archi (più i legni a raddoppiare) con sovrapposizioni di cinque quinte. R è un piccolo intermezzo sul Retrogrado della serie esposta in D. In S – Seconde e Settime la tromba espone un assolo costruito su questi due intervalli. Di seguito la T – Tremolo (archi) e la U – Unisono (monodia – melodia). Alla V – Vibrafono, un piccolo notturno, mentre alla W – Wood blocks – un valzer ineguale in un cluster. La lettera X (che sta anche per “morto”…) è una piccola danza macabra costruita sulla storia di H. Cazalis e sulle tre note (re, mi b, sol) che C. Saint-Saëns utilizzo per scrivere la sua famosa “Danse macabre” op. 40. Y – Yiddish è un allegro e dissonante Klezmer, mentre Z – Zibaldone, si rifà allo “Zibaldone di pensieri” di G. Leopardi, diario personale che raccoglieva una grande quantità di appunti scritti dal grande poeta. Così sul finale ritornano sovraesposti i frammenti di tutti i brani ascoltati a comporre un onirico brano contemporaneo.
All’interno di Abbecedario molti piccoli pezzi contengono dei solisti così da poter riconoscere altre particolarità date dai singoli strumenti. I brani sono inoltre costruiti con dei rimandi (sia musicali che non) cosicchè le differenti particolarità possano ritornare all’orecchio dell’ascoltatore ed essere riconosciute. Il brano può essere anche eseguito sconvolgendone totalmente l’ordine (ogni pezzo è un pezzo compiuto) o eseguendolo solo in parte (per esempio L – Legni, O – Ottoni, T – Tremolo (archi) e K – Klangfarben (timbri), possono comporre una piccola “suite” per spiegare le diverse componenti dell’orchestra: dai legni agli archi). Si può anche fare estrarre le lettere dell’alfabeto da un contenitore ai bambini stessi in modo da coinvolgerli di persona come se fosse un gioco musicale. Il brano vuole essere educativo e non si pone il problema di essere “facile” o “difficile” all’orecchio dell’ascoltatore, anche perchè spesso i bambini ci sorprendono oltrepassando ogni “limite”…

 

Elenco dei brani:
(di seguito l’elenco e le particolarità di ogni singolo brano)

A – Accordatura
B – oBoe e tromBa (legato, staccato) [solo oboe]
C – Clarinetto e Corno (piano, forte)
D – Diminuizione (intermezzo – canone infinito a tre voci)
E – oboE e clarinEtto (scale)
F – Flauto e Fagotto (arpeggi)
G – Glissando [solo flauto a coulisse]
H – bacH (ostinato)
I – Inversione (intermezzo – canone a due voci con contrappunto libero) [solo viola]
J – Jazz [solo clarinetto]
K – Klangfarben (timbri)
L – Legni (Flatterzunge)
M – Moto perpetuo (esatonale)
N – Nota contro nota (omoritmia – accordi)
O – Ottoni (fugato delle campane)
P – Pizzicato (accelerando, decelerando)
Q – Quarte e Quinte (canto gregoriano – Veni Creator Spiritus) [solo corno]
R – Retrogrado (intermezzo – canone a due voci)
S – Seconde e Settime [solo tromba]
T – Tremolo (archi)
U – Unisono (monodia – melodia) [solo flauto]
V – Vibrafono (notturno) [solo vibrafono]
W – Wood blocks – (valzer ineguale in un claster) [solo wood block]
X – X (piccola danza macabra) [solo violino e xilofono]
Y – Yiddish (Klezmer) [solo fagotto]
Z – Zibaldone