SALVATORE INSANA – HIC MANEBIMUS OPTIME siamo qui per restare

SALVATORE INSANA

HIC MANEBIMUS OPTIME
siamo qui per restare

Momenti (ri) fondativi

 

un dialogo sull’Arte con CESARE BERLINGERI
con la presenza di ELISA TURCO LIVERI

con gli interventi critici di
VERONICA D’AURIA (curatrice C.A.R.M.A.)

PASQUALE FAMELI (Università di Bologna)

Retrospettiva 2008/2018
a cura di Nino Cannatà

 

La VILLA
Via Vincenzo Zito n° 85 – 89022 Cittanova _RC

10 agosto / 28 ottobre 2018
_________________________

VERNISSAGE: venerdì 10 Agosto 2018 ore 18:00

La mia ricerca ha sempre oscillato tra la ferma volontà di restare (in un luogo, in un mondo) e quella ancora più pressante di andarsene, di consentire alle spinte centrifughe di fare il loro corso, e portarmi altrove. Ma restare è innanzitutto all’interno dell’immagine, dentro di essa, dentro la sua ambigua e trascinante forza mistica, lirica, un atto di resistenza.

In un 2018 che è quello di celebrazione dei 400 anni dalla fondazione di Cittanova e insieme, dei primi dieci anni della ricerca di Salvatore Insana nel vasto campo delle arti visive, e del primo anno di vita sotto nuove vesti de La VILLA (già villa Zito de Leonardis), HIC MANEBIMUS OPTIME / Siamo qui per restare è un’occasione, per Salvatore e per noi, di presentare nel suo paese di origine, una corposa retrospettiva di opere (fotografie, video, performance), la sua importante produzione artistica che abbiamo fatto coincidere come prima residenza d’artista per l’inaugurazione di un ciclo di iniziative d’arte contemporanea.

Siamo qui per restare. Siamo qui per arrestare il corso inevitabile delle cose. Per arrestare la fuga dal presente. Qui staremo bene perché lasciamo tempo al tempo. Perché lasciamo che lo spazio dialoghi con il corpo, con esso si incontri e si scontri, in simbiotica attitudine.

La frase che dà il titolo alla mostra, citata in un’iscrizione all’ingresso di Villa Zito de Leonardis, è sinonimo di ferma decisione, di volontà di resistenza e di tenacia.
Un centurione romano, secondo Tito Livio, avrebbe pronunciato dopo l’incendio di Roma da parte dei Galli (390 a. C.), ‘signifer, statue signum; hic manebimus optime‘ [Pianta l’insegna qui, alfiere; questo è il posto giusto per noi!], invitando il suo drappello a fermarsi nei pressi della Curia, e che, udite dai senatori, i quali stavano appunto deliberando sul trasferimento della capitale a Veio, furono interpretate come un ammonimento divino contro quella deliberazione. La frase fu ripetuta anche da Quintino Sella quando Roma divenne capitale d’Italia, fu poi usata da Gabriele D’Annunzio durante la sua campagna di Fiume nel 1920.

A partire dal Vernissage della retrospettiva, previsto per venerdì 10 Agosto ore 18:00, in cui avremo il piacere di ospitare un dialogo sull’arte con il maestro Cesare Berlingeri, con Veronica D’Auria (curatrice del C.A.R.M.A. – Centro d’arte e di ricerche multimediali applicate) e Pasquale Fameli (Università di Bologna), autori degli interventi critici sui lavori in mostra, e con la presenza di Elisa Turco Liveri, figura fondamentale per la realizzazione di molte delle opere esposte, saremo lieti di ospitare in una serie di incontri in forma di work in progress, Artisti, Critici, Partner attenti ai linguaggi dell’arte contemporanea e all’opera di Salvatore Insana fino a raccogliere nuovi contenuti per il catalogo e completare l’allestimento con la presentazione di un’opera originale prevista per il Finissage in Ottobre

 

SALVATORE INSANA

HIC MANEBIMUS OPTIME
siamo qui per restare

Momenti (ri) fondativi

 

un progetto a cura di Nino Cannatà

organizzazione LYRIKS

partner WunderKammer/dislocata CSI Magazine

 

La VILLA
via Vincenzo Zito n°85 – 89022 Cittanova _RC

Orari della mostra: tutti i giorni, su prenotazione
Per info e appuntamenti: 349.6904300 / info@lyriks.it

 

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Alik Cavaliere “Natura naturans”

ALIK CAVALIERE
Natura naturans

Restauro del Monumento
in memoria di Alberto Cavaliere

Domenica 5 Agosto 2018 ore 18:30
Villa Comunale “C. Ruggiero” Cittanova – RC


“Raccontare mi è sempre piaciuto. Raccontare per allusioni, per sottintesi, per metafore, usando più strumenti e più possibilità di interpretazione è una cosa che mi ha sempre affascinato, anche per il rispetto di chi guarda, che non deve essere posto davanti all’assoluto, al chiuso, al perfetto, ma a qualche cosa che lo coinvolga, lo stimoli, e se trova l’errore tanto meglio, perché è un punto da cui ripartire”.

 

CITTA NUOVA 1618 / 2018, nel 400° Anniversario della nascita di Cittanova e in occasione del ventennale della scomparsa di Alik Cavaliere, verrà restituito al pubblico, domenica 5 Agosto ore 18:30 presso la Villa Comunale “C. Ruggero” di Cittanova, il Monumento restaurato in memoria di Alberto Cavaliere (Cittanova 1897 – Milano 1967).

Si tratta di una preziosa opera scultorea realizzata nel 1973 su commissione dell’allora sindaco Arturo Zito de Leonardis e che Alik Cavaliere (Roma 1926 – Milano 1998), dedicò alla memoria del padre, il cittanovese Alberto Cavaliere, giornalista, scrittore e poeta della “Chimica in versi”. Negli oltre 40 anni di attività, il suo originale modo di fare arte l’ha consacrato come uno dei maggiori esponenti della scultura italiana del Novecento.

La valorizzazione dell’opera e della memoria dei Cavaliere, intende porsi inoltre in ideale collegamento con l’importante mostra che dallo scorso giugno la città di Milano gli dedica (aperta fino al prossimo settembre 2018). Mostra dal titolo “l’Universo verde”, a cura di Elena Pontiggia e voluta dal direttore dei Musei milanesi Domenico Piraina (calabrese di origine), diffusa in diverse sedi prestigiose come la sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, il Museo del Novecento, Gallerie D’Italia, Palazzo Litta, Università Bocconi e Centro Artistico Alik Cavaliere.

Il progetto di recupero, promosso dall’associazione culturale LYRIKS in collaborazione con il Centro artistico Alik Cavaliere, l’Archivio Cavaliere di Milano e il FAI, delegazione della Locride e della Piana, con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Brera (di cui Alik Cavaliere ne è stato direttore) e con il patrocinio e il sostegno della Presidenza del Consiglio regionale della Calabria e del Comune di Cittanova è ospitato nel suggestivo “Salotto verde”, presso la Villa Comunale “Carlo Ruggiero” di Cittanova -Monumento Nazionale d’interesse storico naturalistico-.

La pregevole opera in bronzo, pietra e acciaio, unica nel suo genere e meritevole di tutela e valorizzazione, è stata restaurata con la speciale disponibilità di Nuccio Schepis, già impegnato nel delicato restauro dei Bronzi di Riace e da Franco Cimino, maestro fonditore e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Progetto ideato e curato da Nino Cannatà e con la supervisione del Centro Artistico Alik Cavaliere che ne custodisce l’opera e i segreti dell’originale fusione in bronzo.

Con l’illustre partecipazione di Nicola Irto, Presidente del Consiglio regionale della Calabria e di Francesco Cosentino, Sindaco di Cittanova, la presentazione dell’evento è diretta in via del tutto eccezionale da Piero Muscari, giornalista La7 TV ed editore del Progetto Eccellenze Italiane.

Tra gli attesi ospiti interverranno: Fania Cavaliere, presidente del Centro artistico Alik Cavaliere nonché figlia dello scultore e della cittanovese Adriana Cavaliere; Domenico Piraina, direttore del Palazzo Reale di Milano; Nuccio Schepis, artista e restauratore; Franco Cimino, maestro fonditore; Titty Curinga, FAI delegazione della Locride e della Piana; Giuseppe Luccisano, associazione Libera NOVI ALBORI e Nino Cannatà regista scenografo.

Ad impreziosire la manifestazione di restituzione al pubblico dell’opera restaurata, l’attrice e cantante Valentina Gullace che leggerà le poesie di Alberto Cavaliere presenti sulle stele del monumento.

ALIK CAVALIERE – Natura Naturans” intende riportare l’attenzione su una preziosa opera, unica nel suo genere, presente all’interno della Villa comunale “C. Ruggiero”. Un momento di particolare consapevolezza e senso di appartenenza per la cittadinanza verso il monumento e allo stesso tempo un doveroso tributo al genio dei Cavaliere, nella profonda convinzione che la tutela della nostra memoria storica, artistica e culturale sia l’unico viatico possibile per la rinascita di un Paese migliore.

“La scultura di oggi è uno dei mezzi espressivi e artistici più completi e appassionanti. Poter creare immagini nello spazio, farle muovere e mutare (persino farle diventare spettacolo nel senso più ampio della parola) e nel tempo stesso poterle improvvisamente congelare nella ieraticità del movimento. Distruggere e ironizzare attraverso questo continuo, mutevole “spettacolo scultura” i nostri miti e nel tempo stesso ricrearli o crearne altri, da distruggere e ricreare immediatamente dopo. Usare il colore fuso alla forma, al punto da non avere più confini fra pittura e scultura e rendere questo colore fluido attraverso la luce e lo spazio fisico occupato o conquistato. E perché non accennare al racconto, un racconto anch’esso multiplo, illustrato, scritto, gridato che diviene al tempo stesso poetica; poter aggiungere nella libertà degli strumenti usati, nella libertà di pensiero, nel rigore contemporaneo della scelta operata, mezzi e interessi tradizionalmente estranei alla scultura (quali, ad esempio, la parola e il suono, in un senso interno ed esterno all’opera medesima) e grazie a tutti questi apporti profondamente nuovi restare nella grande tradizione della scultura…”
                                                                                                                                                                                           Alik Cavaliere

 

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Arundo donax – Suoni di Canna

 

 

 

ARUNDO DONAX – Suoni di Canna

spettacolo di teatro musicale multimediale

 

racconti, composizione ed esecuzione musicale Mimmo Morello

coreografia e danza Alessandra Mariano

allestimento, video e regia Nino Cannatà


(prima nazionale)

29 luglio 2018 ore 22:00

FACE FESTIVAL

@Ecolandia  –  Reggio di Calabria (RC)

http://www.facefestival.org/arundo-donax/

 

ARUNDO DONAX, suoni di canna è un originale spettacolo di teatro musicale e multimediale, risultato della ricerca sul campo sui “suoni” dell’Aspromonte, condotta da Mimmo Morello e Nino Cannatà, con l’obiettivo di portare all’attenzione del pubblico, i suoni e le immagini della cultura di tradizione orale, attraverso il teatro e la sperimentazione dei linguaggi dell’arte, come la musica, la danza, il cinema.

La performance prodotta da LYRIKSLaboratorio Interdisciplinare Ricerche Artistiche, con regia e video live di Nino Cannatà, vede in scena il polistrumentista Mimmo Morello e la danzatrice Alessandra Mariano in un continuo dialogo esplorativo tra suoni, immagini, danze e gesti rituali, rimandi alla tradizione orale e all’utilizzo della Canna comune (nome scientifico Arundo donax) che cresce spontanea e rigogliosa su tutto il territorio che si affaccia sul mediterraneo, presente, fino a qualche decennio fa, in ogni momento della vita, ordinario ed extra-ordinario, durante la festa, il rito religioso, il gioco, il lavoro, il racconto, la musica. 

Una prima nazionale per il Face Festival 2018 nel Parco Ecolandia di Reggio Calabria già eseguita in forma di primo studio a Cittanova, in occasione della prima edizione del Piana Eco-festival.

Intorno alla Canna comune vi è un mondo di saperi e competenze artigianali, custodite gelosamente dai maestri liutai che la utilizzano per far suonare gli strumenti musicali della cultura agro pastorale. Suoni di canna come riferimento al termine “u sonu” (il suono) che in Aspromonte sta ad indicare appunto la musica ed il ballo tradizionali e, per estensione, anche le altre forme di vita comune permeate di musicalità. Per “mettere in scena” l’arcaicità e la risonanza di un elemento molto diffuso come l’Arundo donax, si è scelto di eseguire i repertori musicali tradizionali con modalità e contesti altri da quelli originari fino a produrre suoni ancestrali e allo stesso tempo innovativi.
Suoni di canna, riprodotti abilmente in scena dagli strumenti dell’area dell’Aspromonte e di altre aree, tra cui le launeddas della cultura sarda. Senza dimenticare che strumenti in canna esistono in diverse regioni del mondo e che la canna è tuttora utilizzata per far risuonare gli strumenti della musica colta come il sax, il clarinetto, l’oboe, il fagotto, per citarne alcuni.

L’Arundo donax utilizzata ancora come oggetto percussivo dal danzatore-attore, è soggetto del video, è scenografia, permette il suono degli strumenti, è strumento musicale: zampogne, flauti doppi, flauto singolo, corno ad ancia, carriciola (tamburo a frizione rotante), raganella, “ceramedduzza” (doppio clarinetto popolare) in canna, ancia semplice e doppia, tamburello, lira calabrese (cordofono ad arco popolare), catapu’ (tamburo a frizione a bacchetta), launeddas (triplo clarinetto popolare), flauto armonico.

Il pretesto narrativo è il passaggio dalla quadrupedia alla bipedia, raccontato attraverso un linguaggio corporeo che si situa al crocevia di varie tecniche, dal mimo, tecnica Lecoq, con l’utilizzo della maschera neutra, nata dal genio di Amleto Sartori, alla danza contemporanea, al butoh, alle danze sacre di ispirazione sufi. L’essere non ben definito, interpretato da Alessandra Mariano, cresce e si identifica attraverso e grazie alla musica. I suoni diventano parola e ci raccontano l’elevazione del danzatore e la sua identificazione.

Il finale della performance rimane aperto a creazioni estemporanee, grazie alla partecipazione di altri musicisti o attori, nel rispetto dello stile e dei linguaggi della musica di tradizione orale.

Lo spettacolo è un omaggio all’animale uomo, dotato di grande immaginazione e capacità creativa, in grado di vedere in una canna, l’Arundo donax, uno strumento musicale, un giocattolo, un vestito, uno strumento per alleviare le fatiche quotidiane del lavoro dei campi…, un sostegno per la sua elevazione fisica e morale.

La ricerca continua di un’armonia possibile tra esseri e specie diverse, una convivenza che sia elevazione di tutti e non appiattimento delle differenze, questo è il fine ultimo della cultura, la creazione di un uomo nuovo, in grado di concepire un unicum che contempli modi diversi di stare al mondo.

La ricerca ecologica indaga questo uomo nuovo, e la possibilità per quest’ultimo di stare al mondo senza annullare il mondo, con i suoi saperi e l’ambiente che lo circonda, che lo arricchisce, che lo nutre, che lo veste, che lo ripara, che gli permette di respirare.

 

www.suoniinaspromonte.it

 

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Tra Melicuccà e Montemurro: LORENZO CALOGERO e LEONARDO SINISGALLI

Locandina Lorenzo Calogero - Leonardo Sinisgalli 2018

 

Tra Melicuccà e Montemurro:
LORENZO CALOGERO e LEONARDO SINISGALLI

In Calabria, un simbolico incontro tra Lorenzo Calogero e Leonardo Sinisgalli nei luoghi vissuti dal poeta di Melicuccà, in occasione della presentazione del saggio “La perfidia eleatica” di Giulia Dell’Aquila con studi su Sinisgalli, Ungaretti e Calogero.

Questo incontro evidenzia l’eredità culturale di due grandi poeti, figli illustri del nostro meridione troppo spesso dimenticato, ispirati e accomunati anche dalla originale bellezza dei loro paesi di origine. A quasi vent’anni dalle prime iniziative di riscoperta e promozione dell’opera poetica calogeriana, avviate dall’associazione culturale Villanuccia in collaborazione con il Comune di Melicuccà, si riporta all’attenzione del pubblico l’innovativa produzione poetica di Lorenzo Calogero e Leonardo Sinisgalli.

Domenica 27 maggio ore 18:30 in pieno centro storico di Melicuccà nella suggestiva ex chiesa di San Rocco e lunedì 28 maggio ore 11:00 a Palmi presso i giardini della Casa della Cultura “Leonida Repaci” con un incontro dedicato alle scuole, si terrà la presentazione del libro La perfidia eleatica. Studi su Leonardo Sinisgalli (Fondazione Leonardo Sinisgalli/Osanna Edizioni 2017) di Giulia Dell’Aquila, docente presso l’Università degli Studi di Bari e membro del Comitato tecnico-scientifico della Fondazione Sinisgalli.
Nel saggio si analizzano i rapporti tra Sinisgalli e Giuseppe Ungaretti, e lo scambio intellettuale avuto con Lorenzo Calogero, con importanti riflessioni sulla sua produzione poetica. Sarà interessante anche ricordare un giudizio espresso da Ungaretti su Calogero: “Lorenzo Calogero, con la sua poesia, ci ha diminuiti tutti”.

La presentazione del libro, occasione di approfondimento degli studi recenti sul poeta Lorenzo Calogero, diventa occasione di valorizzazione delle opere e degli scambi fra Calogero e Sinisgalli, quest’ultimo annoverato come lo “scopritore” del poeta di Melicuccà, nonché di sensibilizzazione verso la partecipazione del pubblico e delle scuole del circondario e allo stesso tempo di promozione culturale del territorio.

“Perfidia eleatica” è la tentazione da cui Sinisgalli, in una lettera a Giacinto Spagnoletti che accompagna una copia dei Nuovi Campi Elisi, emblematici di una nuova stagione poetica, ammette di essere più di sovente insidiato. “Perfidia” nell’accezione di ostinazione, pervicacia, fermezza nel sostenere le proprie idee e ragioni; “eleatica” con riferimento alla scuola filosofica di Elea nella Magna Grecia, che nella ricerca della verità si rifaceva a parametri razionali di chiarezza e necessità. La «perfidia eleatica» invocata da Sinisgalli – spiega la Dell’Aquila nell’Avvertenza che apre il suo volume – è dunque da intendersi come “la caparbietà nel perseguire e mettere in pratica le proprie idee di arte e letteratura, pur in contrasto con i tanti che non le condividono”, in particolare i “compagni ermetici”. Con lo stesso metodo rigoroso, l’autrice del volume realizza tre studi che, attraverso un’analisi della vicenda biografica di Sinisgalli, mirano ad ampliare la conoscenza della sua produzione poetica.
Nel primo studio si indaga infatti il rapporto con Giuseppe Ungaretti, cui Sinisgalli fu profondamente devoto per averlo “accreditato” come poeta fra la critica più autorevole. Nel secondo si esplora il legame con il medico calabrese Lorenzo Calogero, originale poeta attraversato dal dramma umano dell’isolamento che lo fa assurgere, agli occhi di Sinisgalli, a emblema della crisi della poesia nella società moderna. Il terzo studio, infine, analizza la produzione poetica di Sinisgalli a partire proprio dai “Nuovi Campi Elisi”, come momento di trapasso dalla «superba» età giovanile alla «decrepita» vecchiaia del poeta, che dà voce alle inquietudini e incertezze novecentesche.

Alla presentazione del volume, interverranno insieme all’autrice Giulia Dell’Aquila, Biagio Russo direttore della Fondazione Sinisgalli, Franco Vitelli professore dell’Università di Bari e componente del Comitato tecnico-scientifico della Fondazione Sinisgalli. Interverranno inoltre Mario Di Sanzo, presidente della Fondazione Sinisgalli, Emanuele Oliveri, sindaco del Comune di Melicuccà, Giuseppe Ranuccio, sindaco del Comune di Palmi. Modera Nino Cannatà. Si prevede il coinvolgimento del pubblico con un reading di poesie.

L’iniziativa è a cura dell’associazione culturale Lyriks in collaborazione con la Fondazione Leonardo Sinisgalli, il Comune di Melicuccà, con il patrocinio del Comune di Palmi e della Città metropolitana di Reggio Calabria.

Melicuccà (RC) 25.05.2018

www.lorenzocalogero.it
www.fondazionesinisgalli.eu

 

 

PROGRAMMA

Tra Melicuccà e Montemurro:
LORENZO CALOGERO e LEONARDO SINISGALLI

***
domenica 27 maggio Melicuccà ore 18:30
ex chiesa San Rocco, piazza Tocco

lunedì 28 maggio Palmi ore 11:00
Giardini Casa della Cultura “Leonida Repaci”
alla presenza delle scuole del territorio

Presentazione del libro
LA PERFIDIA ELEATICA
di Giulia Dell’Aquila
Osanna Edizioni 2017/ Fondazione Leonardo Sinisgalli

intervengono
Biagio Russo direttore Fondazione Sinisgalli
Franco Vitelli Università di Bari
alla presenza dell’autrice Giulia Dell’Aquila Università di Bari

con i saluti di
Emanuele Oliveri sindaco Comune di Melicuccà
Giuseppe Ranuccio sindaco Comune di Palmi
Mario Di Sanzo presidente Fondazione Sinisgalli

modera Nino Cannatà
con reading poesie

Organizzazione e cura Lyriks
in collaborazione con Fondazione Leonardo Sinisgalli
e Comune di Melicuccà

con il patrocinio di
Comune di Palmi
Città metropolitana di Reggio Calabria

 

 

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A ‘Ntinna

 

copertina-a-ntinna-n-cannata-1

 

A ‘NTINNA – la festa arborea di Martone 

film documentario  

 

Fotografia, suono e regia Nino Cannatà

Editing Progetti Digitali

Prodotto da Nino Cannatà

Produzione LYRIKS

con il patrocinio e il sostegno del Comune di Martone

con il patrocinio del Dipartimento di Storia, Culture, Religioni, Sapienza Università di Roma

con il sostegno di Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Calabria Cofinanziato FEARS, Unione Europea

Edizione Squilibri 2016, collana ArchivioTradizioniMusicali/Calabria

 

 

Ogni anno a Martone, in provincia di Reggio Calabria, tra l’Aspromonte e le Serre, intorno alla seconda domenica di agosto, in occasione della festa patronale di san Giorgio, si ripete il rito della ‘Ntinna. 

La cima di un pino e il fusto di un faggio, prelevati dal vicino bosco, sono uniti insieme da legacci di castagno in un “matrimonio arboreo” dai caratteri simbolici e propiziatori. Addobbata con prodotti locali, a ‘Ntinna è poi issata nella piazza del paese per essere scalata come “albero della cuccagna” in una dimensione di festa alla quale partecipa l’intera comunità, allargata per l’occasione ai numerosi emigranti che appositamente fanno ritorno a casa.

Una festa arborea che, segnata da una pluralità di suoni, si configura come una vera e propria epifania di gesti e immagini nelle quali si manifesta appieno la tenace solidarietà degli abitanti per la migliore riuscita della tradizione più sentita in paese e tanto radicata nel loro animo da replicarla perfino inAustralia dove, nel mese di aprile, a Sydney si può assistere alla festa di sanGiorgio e al rito della ‘Ntinna. 

Con un taglio rigorosamente descrittivo e una spiccata impronta autoriale, il documentario di Cannatà ricostruisce le diverse fasi del rito, dal taglio dell’albero alla sua preparazione fino alla conquista dei doni posti alla sua sommità. 

Con saggi di Antonello Ricci e Pino Schirripa, un significativo corredo fotografico e, nel DVD, alcuni filmati amatoriali su edizioni più antiche della festa nonché le più recenti riprese della sua riproposizione a Sydney.

 

Anteprima nazionale: Università Mediterranea di Reggio Calabria. 22.11. 2016

 

 

Squilibri editore

Pagina Facebook

Recensione: Corriere della Calabria

 

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MIGRANTS

prima assoluta

ROCCELLA JAZZ FESTIVAL
Jazzy Christmas 2014 

26 Dicembre ore 21:15
Auditorium Comunale, Roccella Jonica (RC)

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“Cittadini del mondo”  Kant

MIGRANTS è uno spettacolo live, un cd e un network. Una ricerca racchiusa in un progetto multimediale dedicato a tutti coloro che hanno vissuto l’emigrazione. Un viaggio emozionale dove la memoria storica viene sollecitata dai documenti (foto, video, audio, testi) e dalla musica originale. Alle soglie del terzo millennio, il fenomeno sociale più impressionante è la migrazione di enormi masse o piccoli gruppi di uomini, donne e bambini che, come onde di una marea umana, si spostano in ogni parte del mondo. I “Migrants” sono oggi anche i tanti giovani, fra cui gli stessi autori, che si spostano in nuovi territori per realizzare i propri sogni. Diversi dai “Migrants” di ieri, ma con la stessa voglia di realizzarsi, di “liberarsi”, di far emergere le proprie idee e aspirazioni.

Nicola Sergio, pianista jazz che da diversi anni vive a Parigi e Nino Cannatà, regista e scenografo, elaborano un progetto che indaga e riflette sul tema del viaggio, dell’approdo, dell’accoglienza, della nuova vita trapiantata “altrove”, di coloro (tanti) che sono stati comunque capaci (con successo o senza) di compiere il “temerario gesto”, il salto evolutivo verso un mondo nuovo. Lo spettacolo mira a coinvolgere il pubblico in una riflessione sul tema (nelle sue cause, negli effetti, nella rivalsa dell’uomo). E’ pensato in forma modulare, capace di adattarsi a diverse location (teatri, sale concerti, auditorium, piazze) ed è rivolto sia al pubblico degli adulti che hanno vissuto direttamente o indirettamente l’esperienza dell’emigrazione, ma anche ai più giovani: è prevista la realizzazione di un’animazione specifica per illustrare il fenomeno migratorio con metodologie didattiche, stimolando riflessione e dialogo con gli studenti.

All’origine della partenza la povertà. Destinazione: la speranza di un mondo migliore.

 

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Allestimento e regia

Sul palcoscenico spoglio, un pianoforte a coda si staglia davanti ad un fondale video che ricorda la grande vela di una nave. Nicola Sergio esegue la sua musica mentre memorabili immagini (storiche e contemporanee) scorrono sul fondale video a ricordare e raccontare il necessario viaggio della speranza che ancora oggi si protrae inesorabile. Un percorso drammaturgico che dalle origini arriva fino ai giorni nostri, scandito dalla voce narrante rappresentata di volta in volta da un testimone diretto, un migrante, un attore, ispirato da testi, documenti e foto d’epoca, vecchi filmati, oggetti, storie, lettere di corrispondenza, echi di voci lontane, vecchie canzoni popolari, preghiere, video pubblici e privati dell’ondata migratoria più recente ci suggeriscono la storia, i percorsi e le memorie di milioni di migranti. Parole chiave, testi, messaggi, statistiche, rese dinamiche dalla motion graphic, ricordano il tabellone delle partenze e completano il messaggio della video installazione. Musica, video e teatro coesistono in una suggestiva live session per restituirci, come in un contrappunto, un’esperienza sensoriale, un suggestivo e immaginifico viaggio poetico “migratorio” nel significato dell’accoglienza.

Gli autori invitano tutti i soggetti pubblici e privati (Autori, Istituzioni, Archivi, Musei, Associazioni) sensibili al tema universale dell’emigrazione, a partecipare attivamente alla sua realizzazione, sostenendo la produzione e mettendo a disposizione materiali e documenti d’archivio da impiegare nello sviluppo dello spettacolo al fine di rendere più efficace il suo importante e significativo messaggio.

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Bozzetti-MIGRANTS-06 Bozzetti di scena

 

Musica originale

Le musiche, scritte da Nicola Sergio, sono ispirare a storie realmente accadute, a documenti scritti o filmati, a esperienze vissute in prima persona. Il tutto, trasfigurato attraverso l’estetica compositiva propria del pianista, capace di creare delle composizioni dal forte impatto emotivo, dando vita ad una narrazione musicale poetica e suggestiva. I temi risentono dell’influsso di numerose esperienze musicali assorbite dal compositore: musica classica, jazz, pop, musica tradizionale si intersecano creando un prodotto dalle tinte multiformi, ma con al centro “il suo eccezionale senso melodico che rende la sua musica immediatamente familiare” (Jean-Charles Richard , note di copertina cd “Illusions”). I titoli dei brani del progetto Migrants sono spesso suggeriti da emigrati col quale il compositore è sempre in stretto contatto e con i quali intrattiene dialoghi sull’esperienza vissuta: è il caso di “Nowhereland”, dove l’emigrante si ritrova insieme a molti altri su una nave per approdare in una nuova terra. Un luogo nuovo che spesso non lo accoglie, che conosce a malapena per averlo visto in tv o su una cartolina. Non è la terra su cui è nato e cresciuto, né la terra degli altri emigrati al suo fianco che vivono la stessa situazione di spaesamento. E’ la terra dove cercare di costruire un nuovo futuro e che per il momento non gli appartiene, è la “terra di nessuno”. “A bag full of dreams”, rievoca lo stato d’animo della prima generazione di emigrati italiani partiti per l’America in cerca di fortuna, senza mezzi economici, ma solo con una valigia piena di sogni. “Rain in my lunchbox”, narra la vita dell’operaio che, durante la pausa lavorativa, apre il proprio cesto per mangiare qualcosa, ma si accorge disperatamente che all’interno non c’è nulla, né pane, né altro …solo acqua piovana. Le musiche dello spettacolo fanno parte dell’omonimo cd “MIGRANTS”  prodotto da Nicola Sergio e dallo stesso registrato in piano solo.

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Nowhereland

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CREDITS

Un progetto di Nicola Sergio e Nino Cannatà

Musica e piano solo Nicola Sergio

Testi e voce recitante Mahmmoud Atiia

Allestimento e regia Nino Cannatà

un progetto a cura di Lyriks

Multimedia Progetti Digitali

Editing video Salvatore Insana, Giuseppe Tigani, Rocco Cartisano

Consulenza scientifica Documenti d’archivio Fondazione “Paolo Cresci” per la storia dell’emigrazione italiana Lucca


Con la collaborazione di: 

ONG Bambini nel deserto onlus

Guardia di Finanza comando generale

LIBERA associazioni nomi e numeri contro le mafie

Comune di Riace paese dell’Accoglienza

Polo Solidale per la Legalità Cittanova

Associazione Volontari Protezione Civile “A. Ursino” Roccella Jonica


Sponsor

EcoPiana Cittanova

Locandina-MIGRANTS-debutto

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6-7 AGOSTO 2014. STAGIONE LIRICA 2014 CITTÀ DI POLISTENA

Locandina-ItaliCa

Ritorna nella storica Piazza del Popolo di Polistena l’atteso appuntamento con la Lirica, in quella che oramai è divenuta una tradizione artistica e culturale appartenente alla nostra Cittadina. Nella serata del 6 agosto, vedremo anche quest’anno alternarsi sul palcoscenico i giovani più promettenti nel panorama lirico calabrese, talenti ai quali verrà data la possibilità di dimostrare la propria bravura, nell’augurio che in futuro possano calcare platee anche più prestigiose. Nella seconda serata, il 7 agosto, diamo lustro ai musicisti Calabresi noti e meno noti, con la convinzione che sia doveroso promuovere in prima persona il nostro patrimonio Culturale, dando finalmente il giusto risalto a compositori che meriterebbero ben altre vetrine, proprio perché non meno importati di altri magari più conosciuti. Abbiamo anche pensato di aprire a una sezione “Musica Contemporanea”, fortunati di annoverare nella nostra associazione uno tra i più importanti compositori del panorama internazionale: Girolamo Deraco, figlio della nostra terra, che quando può ritorna sempre alle origini, con composizioni ispirate e riecheggianti di calabresità nelle sue melodie. Il programma che abbiamo preparato per voi è insomma ricco e speciale, non mi resta dunque che augurarvi

Buon Ascolto,

Francesco Anile              

 

La Stagione Lirica è il nostro fiore all’occhiello, nonché il momento più importante dell’Estate Polistenese. Siamo orgogliosi di riuscire ogni anno a riunire nella splendida cornice della stessa storica piazza i nomi più importanti dell’Opera. Quest’anno abbiamo voluto sperimentare, dare vita, con ItaliCa, a un vero e proprio laboratorio artistico, nello spirito dell’Associazione Lyriks: la serata del 7 infatti è dedicata alla riscoperta delle nostre radici culturali e del ricco patrimonio artistico di cui la nostra terra può farsi vanto. Scegliere di affidare la direzione artistica a un maestro di fama internazionale come il maestro Francesco Anile è stato doveroso, in quanto, già protagonista delle edizioni passate, si fa quotidianamente testimone dell’eccellenza calabrese in Italia e nel Mondo, esportando insieme alla sua arte il nome della Città di Polistena che è orgogliosa di avergli dato i natali.

Come al solito, dunque, saranno due giorni ricchi di sorprese, ideati dai calabresi per i calabresi.

   Buon divertimento,

   Michele Tripodi, Sindaco di Polistena

 

Talenti all’Opera – ItaliCa

“La musica dei calabresi per i calabresi”, è questo il leitmotif della Stagione Lirica 2014 Citta di Polistena. Un appuntamento in due serate con l’Opera e i suoi grandi maestri divenuto ormai tradizionale e attesissimo, dedicato quest’anno alle eccellenze espresse dal nostro territorio nel corso della storia.

Polistena ha da tempo sviluppato una attenzione particolare verso il panorama lirico classico senza però mai dimenticare le maestranze contemporanee e i giovani talenti. Ecco perché, come ormai d’abitudine, il programma sarà articolato in due parti: “Talenti all’Opera”, una kermesse dedicata ai giovani a cui, per dirla con le parole del maestro Girolamo Deraco, tra i curatori del festival, “manca solo l’esperienza per essere annoverati tra i professionisti, potendo dimostrare sin d’ora una straordinaria bravura”. Accompagnati dal maestro Coniglio dell’Orchestra del Teatro Cilea, i giovani talenti delizieranno il pubblico con un programma di arie composte da alcuni dei più importanti compositori calabresi scritto dal famoso tenore polistenese Francesco Anile. La seconda parte vedrà invece una importante novità: “ItaliCa – La notte dell’Opera”, rassegna di partiture scritte da grandi compositori calabresi del passato recuperate dai cassetti della storia e interpretate da artisti del calibro di Anile, Caterina Francese, Maria Elena Romanazzi e Francesco Palmieri, accompagnati dall’Orchestra del Teatro Cilea di Reggio Calabria diretta dal maestro Mauro Fabbri, con la partecipazione del clarinetto solista Tony Capula.

È ancora il maestro Deraco a raccontarci le peculiarità di ItaliCa: “Questa terra, prima di chiamarsi Calabria, era abitata dagli Italioti e portava proprio il nome di Italia. Napoli era la grande capitale del sud e il teatro San Carlo, come la Scala di Milano in tempi moderni, vantava le caratteristiche di centro di gravità per l’Opera e la musica lirica. Con ItaliCa, l’Italia Calabrese, abbiamo pensato di recuperare le partiture di quei maestri e di quelle eccellenze che il nostro territorio ha espresso nel corso della storia ma che poi non ha avuto la forza di far emergere al livello di popolarità di ben antri nomi italiani. Parliamo di Cilea, Manfroce, Cipollini, Florimo, Falvetti, Giacomoantonio e Miceli, la cui musica non aveva nulla da invidiare ai Puccini o ai Verdi ma che per motivazioni che possiamo solo immaginare sono finiti nel dimenticatoio della storia. Ecco, Lyriks ha compiuto un lavoro di ricerca minuzioso e lunghissimi, riportando alla luce le arie poco frequentate e, in alcuni casi, sconosciute, di questi maestri, e ha chiamato alcuni degli artisti contemporanei più validi per interpretarle”.

Ma non solo Storia. ItaliCa è dedicata anche ai compositori contemporanei e vanta la partecipazione di Domenico Giannetta e dello stesso Deraco, il cui adagio lirico per tenore, clarinetto ed orchestra “Gran Morgeto” sarà eseguito in prima assoluta durante la serata del 7 agosto. Altro regalo del Maestro Deraco alla città di Polistena, l’opera “Taci”, vincitrice del “Bartók Plusz” di Miskolc in Ungheria e di ben due record: opera più breve della storia, con gli 8 secondi che la compongono,  e più eseguita nella stessa occasione (ben 17 esecuzioni nella stessa serata).

La Stagione Lirica 2014, un progetto del Comune di Polistena, promosso in collaborazione con la Provincia di Reggio Calabria e l’Autorità Portuale di Gioia Tauro, è curata dall’associazione culturale Lyriks. La direzione artistica è affidata al tenore di fama internazionale Francesco Anile, polistenese doc e protagonista delle edizioni precedenti, mentre l’allestimento è firmato dal regista scenografo Nino Cannatà e prodotto da Progetti Digitali.

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Comune di Polistena
STAGIONE LIRICA 2014
direzione artistica Francesco Anile

6 agosto, ore 21:3o
Talenti all’Opera

Ines Epifanio soprano
Angela Romeo soprano
Marily Santoro soprano
Clarissa Leonardi mezzosoprano
Francesca Soriano mezzosoprano
Marcello Cento baritono
Rocco Lia basso

pianoforte Sergio Coniglio

 

7 agosto, ore 21:3o
ItaliCa
la notte dell’Opera

Caterina Francese soprano
Maria Elena Romanazzi soprano
Francesco Anile tenore
Francesco Palmieri basso

Orchestra del Teatro F. Cilea di Reggio Calabria
con la partecipazione del clarinetto solista Tony Capula
direttore Mauro Fabbri

un progetto del Comune di Polistena
a cura di Lyriks

allestimento Nino Cannatà, multimedia Progetti Digitali, presenta Salvatore Tigani
presenta Salvatore Tigani

Piazza del Popolo, Polistena
6 – 7 agosto ore 21:30

 

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5 agosto 2014, Polistena

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