NASCE LYRIKS WEBTV, CANALE MULTIMEDIALE DI ARTE, CULTURA, MUSICA E SPETTACOLO

Lyriks logo WebTvÈ nata Lyriks WebTv, canale multimediale on line del Laboratorio Interdisciplinare di Ricerche Artistiche LYRIKS. La tv di Lyriks si propone come strumento di comunicazione e divulgazione culturale, fondato sull’esigenza di ricercare, creare e promuovere Arte, Cultura, Musica e Spettacolo.

Lyriks WebTv inaugura con i trailer dei progetti in fase di produzione, come Migrants, e alcuni estratti di iniziative già realizzate, come Città Fantastica – il lungo canto di Lorenzo Calogero Quartetto Mansi. Pubblica inoltre il suo primo servizio dedicato all’edizione 2014 del Jazz Day, indetto dall’Unesco e curato a Polistena il 30 aprile scorso da Lyriks in collaborazione con il Comune di Polistena e l’ITIS “M. M. Milano”.

Lyriks WebTv si propone di produrre e ospitare contenuti mirati alla diffusione del patrimonio artistico e culturale – materiale e immateriale – dell’area del Mediterraneo, all’interno di una strategia di marketing culturale mirata a mettere in rete saperi, ricchezze e territori, per dare vita a un profondo processo di crescita e valorizzazione identitaria finalizzato al bene comune.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailFacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

Giornata Internazionale del Jazz

indetta dall’UNESCO

Polistena 30 Aprile 2014

Ore 11,00 Aula Magna ITIS – Seminario con gli studenti
Motivi per amare il jazz: un incontro con VINCENZO FUGALDI, giornalista del mensile Musica Jazz

Ore 18,00 Esibizione per le vie della città della
MARCHIN’ JAZZ BAND

Ore 21,00 Parco Villa Italia
MARCO ZURZOLO New 4tet
MARCO ZURZOLO sax • DANIELE GREGOLIN chitarra
DIEGO IMPARATO basso • GIANLUCA BRUGNANO batteria

“La musica ha dimostrato attraverso le varie epoche di essere un potente strumento di comunicazione. Il Jazz è una forma di musica, nata all’inizio del ’900, dall’incontro tra la cultura africana e quella europea, propagatasi inizialmente nel sud degli Stati Uniti per poi diffondersi in tutto il mondo, prendendo il meglio dalle varie nazioni e arricchendosi attraverso la fusione delle diverse culture. Oggi è una forma d’arte internazionale che parla tante lingue, è un mezzo di comunicazione che trascende le differenze di razza, religione, etnia o nazionalità.
Basandosi sull’improvvisazione e sulla personale interpretazione, è sinonimo di libertà. Appartiene al mondo ed è un formidabile strumento di dialogo interculturale, di unificazione e di coesistenza pacifica. È per questo motivo che l’UNESCO ha deciso di celebrare il 30 aprile di ogni anno la “GIORNATA INTERNAZIONALE DEL JAZZ” in tutto il mondo”.

 

 

Manifesto Giornata Int. Jazz Polistena 2014 Lyriks

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailFacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

l’ora più drammatica

Il momento della partenza è, nella vicenda dell’emigrazione, l’ora più drammatica, quella in cui si tagliano i legami con la propria terra e i propri affetti. 
Si pativa la fame ed emigrare era l’unico modo per sopravvivere e far mangiare la propria famiglia.
(brano tratto da “Dall’Altopiano al Mayumbe” di Marco Crestani)

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailFacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

“grande quanto il cielo”

Partivano con la speranza di attraversare l’Oceano in tempi brevi, invece non bastavano trenta giorni di navigazione. Gli emigranti dovevano affrontare “quel mare grande quanto il cielo, un mare così grande che sembrava non finire mai”, trenta o quaranta giorni di mare e cielo per arrivare a New York, la famosa Ellis Island, la loro Novayorca  o a Bruccolino o a Bonosairi o a Muntivideo… tanti nomi strani per l’emigrante che partiva per la ‘Merica senza conoscere la nuova lingua, con la sola speranza di un futuro migliore.
(brano tratto da “Dal baule dell’emigrante al museo per l’emigrazione calabrese Giovanni Battista Scalabrini” di Franco Vallone)

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailFacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

SANTE NOTARNICOLA, L’Anima e il Muro, Poesie

Sante-Notarnicola-L'Anima-e-il-MuroAccademia di Belle Arti – Reggio Calabria

Auditorium giovedì 27 marzo ore 15:30

l’ultimo libro di Sante Notarnicola
a cura di Daniele Orlandi
disegni Marco Perroni
edizioni Odradek

Un’iniziativa di riflessione collettiva, che vuole essere anche un omaggio alla saggezza e alla coerenza di una lunga militanza, oltre che di scrittura e poesia, per presentare al pubblico e soprattutto ai più giovani studenti, l’ultimo libro di Sante Notarnicola che porta le illustrazioni del pittore incisore Marco Perroni.
Giovedì 27 marzo ore 15:30 presso l’Auditorium  dell’Accademia di Belle Arti alla presenza di Sante Notarnicola, con l’ausilio di contenuti video tra cui poesie lette dall’amico Gian Maria Volontè, documenti e lettere tra cui una con Primo Levi, i disegni di Marco Perroni, fotografie e scritti vari.

dalla quarta di copertina
“Questa scelta antologica di poesie scritte durante un trentennio diventa l’occasione per una particolare scansione della storia d’Italia, perché questi versi oscillano, lenti o vorticosi, tra l’anima e il muro di tante prigioni.
Corredato di un ampio saggio introduttivo e di note che ne inquadrano la mole di rimandi alla cronaca e alla cultura di quegli anni che l’autore riversa sulla pagina, L’anima e il muro, duellanti senza pace, ne raccoglie i momenti principali. Sante Notarnicola ha attraversato il Novecento italiano da ribelle: operaio, bandito, carcerato.
I tre tempi della sua vicenda biografica sono scanditi dalla poesia, una vera e propria autobiografia in versi, contemporanea a quella generazione che ingaggiò una guerra senza esclusione di colpi con lo Stato lunga circa un ventennio. In disaccordo con la linea attendista del Pci negli anni Cinquanta, rompe con il Partito e seguendo un progetto di guerriglia diviene rapinatore con la famigerata Banda Cavallero. Arrestato nel 1967 e condannato all’ergastolo, prosegue e insieme inizia la sua vera attività politica.
Da allora, la Storia d’Italia s’incaricherà di fargli visita nelle varie patrie galere del suo lungo soggiorno. Notarnicola la accoglierà a suo modo: animando il movimento per i diritti dei detenuti sul finire degli anni Sessanta; conoscendo e confrontandosi con lo stato maggiore della lotta armata, dalle Br ai Nap a Prima Linea, tentando l’evasione e sperimentando sulla pelle il regime di articolo 90 nelle carceri speciali. Dopo vent’anni, otto mesi e un giorno si riaffaccerà alla vita esterna fino alla lenta estinzione della pena. Poesie di lotta e inni rivoluzionari, gridi muti di rabbia e squarci di lirismo nati in un contesto, come la carcerazione politica, dove la speranza della libertà è una quotidiana collettiva eucarestia o non è”.
Nel 1972 Sante ha pubblicato con Feltrinelli la sua semibiografia L’evasione impossibile (ristampata da Odradek a partire dal 1997). È autore di tre raccolte poetiche: Con quest’anima inquieta (Senza Galere, 1979), La nostalgia e la memoria (Giuseppe Maj, 1986) e l’ibrido Materiale interessante (Edizioni della Battaglia, 1997). Alcuni suoi versi compaiono nel volume collettivo Mutenye. Un luogo dello spirito (Odradek, 2001).
La sua storia, i suoi anni di dura militanza sono parte della storia del ‘900, tanto che Carlo Lizzani  ne fece il film “Banditi a Milano”.

A cura e con la partecipazione di diversi partner solidali e attivi sul territorio come: Accademia di Belle Arti, C.S.O.A. Cartella, Centro Socio Culturale Nuvola Rossa Villa S. Giovanni, Collettivo UNIRC, Kollettivo Onda Rossa Cinquefrondi, SOS Rosarno, Città del Sole edizioni, Associazione Nazionale Videografi, Lyriks

www.santenotarnicola.it

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailFacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

«No, Yaya. Io no.»

«Ai trafficanti poco importa se il confine sia aperto o chiuso. Il deserto è così. Quando si parte bisogna arrivare a destinazione. Non si può aspettare. Nemmeno tornare indietro. E quando parti se ti fermano puoi morire di fame. Non basta chiudere le frontiere. È questo che voi europei non capite. Tu hai mai sofferto la fame?». «No, Yaya. Io no.»
(…)
La stanchezza è troppa. Ci si addormenta a piccole dosi. Le mani aggrappate alle braccia dei vicini e viceversa. Tutti abbiamo il terrore di cadere sotto le ruote.
(brani tratti da “Bilal” di Fabrizio Gatti)

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailFacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather