Un giorno, due oppure vent’anni

8,00 

con i contributi di: Milo De Angelis e Giacomo Leronni

Descrizione

VITTORINO CURCI

Un giorno, due oppure vent’anni

con i contributi di: Milo De Angelis e Giacomo Leronni

collana Poiesis / Essenza del Poeta

Sono come gemme preziose le poesie di Vittorino Curci raccolte sotto l’enigmatico titolo “Un giorno, due oppure vent’anni”, una esemplificazione mirabile della sua opera poetica che le edizioni LYRIKS presentano nel sesto libro della collana Poiesis/Essenza del poeta.
La silloge contiene 10 poesie, di cui 6 inedite, ed è accompagnata dai contributi critici di Milo De Angelis e di Giacomo Leronni, entrambi poeti e critici letterari.

Il volume si apre evocando un “accordo” di “destini” che sembrano risuonare insieme nel ritmo segreto del verso: “…e io ti porgerò una cipolla d’oricalco/e dirò suonala per noi e per tutti quelli/che si sono perduti anzitempo/ miti e trasparenti creature che falciavano l’aria d’un giorno come questo.” Non a caso la prima poesia della raccolta di Curci si intitola “AL DUNQUE”, locuzione che compare due volte anche nella significativa citazione in esergo, tratta da una poesia di Amelia Rosselli, poetessa e musicista tra le più complesse del Novecento italiano.

“Il fascino di questa poesia – scrive Milo De Angelis – è un soffio polifonico che raccoglie in sé diverse tonalità – dall’elegia alla riflessione sapiente, dall’invettiva alla supplica – per ricrearsi continuamente dalle sue ceneri, che sono le ceneri personali ma anche quelle della Storia…”.

Giacomo Leronni nel suo profondo e intenso saggio critico celebra l’originalità del linguaggio poetico: “Come tutti i veri poeti (e come tutti i grandi artisti) Curci vuole e sa essere inesorabile. Dice a chiare lettere ciò che siamo abituati ad occultare con grande abilità, ciò che siamo portati a dissimulare sotto tonnellate di infingimenti…”. Continua sottolineando come: “…di un poeta contano soprattutto due cose. Che ci offra una visione linguistica del mondo, della realtà, a noi (del tutto) sconosciuta. E che questa visione inglobi una parola che si avverta come definitiva (anche se non necessariamente vincolante) su se stesso. Noi lettori diventiamo, dunque, gli ascoltatori o, meglio, gli adepti temporanei di qualcuno che, dopo infinite prove, dopo essere passato personalmente più volte nel crogiuolo esistenziale, ci parla in modo accorato e partecipe nell’unica lingua che gli è dato di conoscere e attraverso la quale si conosce: la sua”.
Senso e non senso, significanza e insignificanza, fine e rinascita si alternano, incomprensibili, in un gioco che si fa mortale e, tuttavia, il miracolo ogni volta si compie.

Anche questo libretto, come gli altri piccoli gioielli di LYRIKS, presenta la pregevole veste grafica cui la piccola casa editrice calabrese ha abituato i suoi lettori. Ogni volume è impreziosito con le immagini di opere pittoriche e bozzetti di artisti scelti per illustrare i testi: in questo caso particolari di opere dello stesso Curci, che l’autore ha realizzato con tecnica mista su carta. Curci è infatti un artista a tutto tondo: poeta, pittore e musicista con all’attivo circa 60 album e la direzione dell’Europa Jazz Festival di Noci (1989-2000), oltre alla collaborazione con numerosi musicisti italiani e stranieri. Vincitore del Premio Montale nel ‘99 per la sezione “Inediti”, è stato tradotto in inglese, francese, tedesco, spagnolo, greco, rumeno e arabo. Sue poesie sono apparse sulla rivista Nuovi Argomenti. Scrive nelle pagine culturali del quotidiano La Repubblica-Bari, per il quale dal 2019 al 2023 ha curato la Bottega della poesia. Nel 2022 è nella terzina dei finalisti del Premio letterario Viareggio-Rèpaci.

Informazioni aggiuntive

Autore

Editore

Lyriks

Collana

ISBN

979-12-80504-06-7

Anno

Pagine

46

Formato

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